La folla e i giudizi su Gesù

Leggiamo Mc 3,20-30. Dopo l’introduzione sull’afflusso della folla, si ha un giudizio su Gesù da parte dei suoi e quello degli scribi che lo calunniano e questi ultimi Gesù risponde ampiamente

1. La folla numerosissima. «Entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare» (Mc 3,20).
Questa informazione, che sembra proprio provenire da un testimone oculare, fa da sfondo al nostro brano e quello che segue (3,31-35). La notizia curiosa e realistica si anche in Mc 6,31: «Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare».

2. Il giudizio dei familiari. «Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: ”È fuori di sé”» (Mc 3,21).
Come già in 3,7-12 la folla continua ad affluire tanto che diventa una notizia e tanto che giunge alla sperduta Nàzaret. Anche per salvare l’onore paesano «i suoi» (hoi par’autô) non meglio identificabili, forse i familiari, che si mobilitano – «per andare a prenderlo, forse anche pronti ad agire in modi forti (kratésiai autòn) e ricondurlo in famiglia.- Gli inviati avevano sentito dire «È fuori di sé» (exestê). Il verbo existhmi (nel nostro ene portato davanti al procuratore Festo per la sua difesa in giudizio. Fa la sua difesa dimostrando che tutto l’Antico Testamento si compie nel Nuovo, nella persona e opera di Cristo, e che egli è cristiano proprio per aver accolto questo progetto di Dio. Poco prima aveva raccontato la visione di Cristo a Damasco. La foga con la quale eglcaso all’aor.) ricorre altrove. Caso illuminante è quello di Paolo. E’ da tempo in carcere a Gerusalemme e vii fa questa mirabile sintesi della storia della salvezza disturba Festo che un bel momento lo interrompe. «Mentre egli parlava così in sua difesa, Festo a gran voce disse: “Sei pazzo , Paolo; la troppa scienza ti ha dato al cervello!”», letteralmente: ti ha trasportato alla pazzia (At 26,24).
Torniamo al nostro versetto. Qualche cosa di esternamente simile sta avvenendo nel parlare di Gesù alla presenza della folla numerosa. Gesù annuncia con forza e in modo unico il suo messaggio; le folle si lasciano conquistare; gli estranei rimangono sorpresi e disturbati. «Risposero le guardie [col comando di arrestare Gesù]: “Mai un uomo ha parlato così!» (Gv 7,46). In breve, i paesani ritengono che Gesù è fuori di sé perché sta portando avanti un’attività del tutto fuori del normale e senza riposo.

3. Il giudizio degli scribi. «Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni» (Mc 3,22.30).
Gli scribi, che erano «scesi» da Gerusalemme, evidentemente per un loro controllo personale, emettono un giudizio ben diverso da quello dei nazaretani. Gesù è un indemoniato, un posseduto da uno dei principi dei demoni, Beelzebùl, loro capo. Dispiace che Gesù venga considerato un indemoniato, sia qui, che in Mt 12,24 e Mc 1,13 e altrove. Purtroppo, anche a Gerusalemme, «la folla gli replica: “Sei indemoniato! Chi cerca di ucciderti?”» (Gv 7,20: cf 8,42.52). Ancora: « 19Sorse di nuovo dissenso tra i Giudei per queste parole. 20Molti di loro dicevano: “È indemoniato ed è fuori di sé; perché state ad ascoltarlo?». 21Altri dicevano: «Queste parole non sono di un indemoniato; può forse un demonio aprire gli occhi ai ciechi?» (Gv 10, 19-20). Fa piacere che alcuni prendano le difese di Gesù invitando i calunniatori a ragionare. E’ quanto fa subito Gesù stesso.

4. La replica di Gesù.« 23Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: “Come può Satana scacciare Satana? 24Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; 25se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. 26Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. 27Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa» (Mt 3,23-27).
Nel rispondere, Gesù in forma didattica cerca di riportare gli scribi alla ragione. Ricorre alle «parabole», qui al parlare figurato: regno, casa, vincitore-vinto, saccheggio. Perché queste realtà esistano è necessario che siano unite in sé stesse, compatte. Ne segue che Satana non può scacciare Satana. Che Gesù, poi, nel versetto 27, stia scacciando Satana è segno che Gesù è entrato nella casa di «un uomo forte», il diavolo, ed è in grado di saccheggiarla; che il Regno di Dio si sta avvicinando.

5. La bestemmia contro lo Spirito Santo. « 28In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; 29ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». 30Poiché dicevano: “È posseduto da uno spirito impuro”» (Mc 3,28-30).
Nell’ultimo versetto Marco riprende l’accusa ««Costui è posseduto da Beelzebùl» (3,22) e la varia con «È posseduto da uno spirito impuro» e ciò costituisce una bestemmia contro lo Spirito Santo posseduto da Gesù: «Ma, se io scaccio i demòni per mezzo dello Spirito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio» (Mt 12,28). E’, quindi, una negazione radicale della persona di Gesù, della sua opera, dello stesso piano salvifico di Dio.
Gli altri peccati, ingiurie, «bestemmie» quali contro Gesù, quali quelle lanciategli contro durante la passione (Mc 15,39) possono essere perdonate. La bestemmia contro lo Spirito Santo non potrà essere mai perdonata, perché è la natura stessa di tale peccato che esclude tutto ciò che può portare al perdono. Il problema è complesso. Non assolutizziamo il brano, Non indaghiamo sui segreti di Dio. Non escludiamo un intento pedagogico. Leggiamolo alla luce di tutto il Nuovo Testamento.

Padre Crocetti