Leggiamo Mc 8,11-13. Dopo il miracolo dei pani, Gesù, dal lato orientale del Lago si porta a quello occidentale, a Dalmanuta, una località sconosciuta. Qui egli risponde ai suoi avversari, biasima la non comprensione dei discepoli, guarisce un cieco di Betsaida. Il brano non è facile.

1. La richiesta di un segno dal cielo. «11Vennero i farisei e si misero a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. 12Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno». 13Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva» (Mc 8,11-13).
«Si misero a discutere con lui», ma non viene riferito niente del suo contenuto; si può immaginare che la discussione fu molto serrata e denigratoria della personalità di Cristo. – «chiedendogli un segno dal cielo». Un segno «dal cielo», cioè da Dio, del tipo forse di quello che Teuda (anni 44-46) aveva promesso ai suoi seguaci: «Teuda persuase la maggior parte della folla a prendere le proprie sostanze e a seguirlo fino al fiume Giordano. Affermava di essere un profeta al cui comando il fiume si sarebbe diviso aprendo loro un facile transito» (Giuseppe Flavio, Antichità Giudaiche, 20,97,5,1; cf At 5,36). Quindi, uno di quei «segni e prodigi» che faranno i falsi cristi e falsi profeti «per ingannare, se possibile, gli eletti» (Mc 13,22).Nello stesso tempo quei farisei hanno scartato quanto Gesù aveva fatto fino ad allora, conquistando a sé tante persone di buona volontà. – «per metterlo alla prova». Cioè, per contraddirlo, screditarlo, metterlo a tacere.
«Ma egli sospirò profondamente…». L’incredulità programmata, ben strutturata, fa sospirare (anastenáxas tô pnèumati) lo stesso Figlio di Dio! Nel Nuovo Testamento tale verbo ricorre solo qui. – «e disse: «Perché questa generazione chiede un segno?». Nel comportamento di quel ristretto numero di farisei Gesù vede rappresentata l’incredulità di «questa generazione». Nega perciò ad essa il segno richiesto! In Mt 16,1-4 e Lc 11,16.29 il contesto è diverso.

2. Guardatevi dal lievito dei farisei e di Erode. «14Avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. 15Allora egli li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». 16Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane» (Mc 8,14-16).
La fretta aveva fatto dimenticare ai discepoli di prendere con sé dei pani e se ne lamentano. – «avevano con sé sulla barca un solo pane». Quel «un solo pane sulla barca» ha significato cristologico; indica la persona stessa di Gesù, come anche quel pane speciale che il miracolo prefigurava per la Chiesa cioè il Pane eucaristico. – «guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Il lievito veniva considerato come elemento di corruzione; per cui «nessuna delle oblazioni che offrirete al Signore sarà lievitata» (Lv 2,11). Seguendo questa mentalità Paolo fa così la sua catechesi pasquale: «Non sapete che un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta? 7Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato!» (1Cor 5,6-7; cf Gal 5,9). Il lievito quindi sta a indicare l’influsso, di natura soprattutto politico-terrena, che i farisei e Erode possono esercitare sui discepoli, adulterando e distruggendo quanto Gesù aveva seminato nei loro cuori.

3. Non comprendete ancora?. «17Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? 18Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, 19quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». 20«E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». 21E disse loro: «Non comprendete ancora?» (Mc 8,17-21).
I discepoli rimangono fermi al fatto materiale, che non hanno pane. E Gesù li rimprovera con una durezza inaspettata. Segno che il pericolo era serio. Però, il dialogo pedagogico che Gesù porta avanti, richiamando lungo l’intero intervento il miracolo dei pani, attenua i rimproveri. A sua volta Marco, con intento catechistico, fa qui un compendio dei tanti rimproveri che Gesù rivolge ai Dodici e ai cristiani della chiesa di Marco.

4. Il cieco di Betsaida. «22Giunsero a Betsàida, e gli condussero un cieco, pregandolo di toccarlo. 23Allora prese il cieco per mano, lo condusse fuori dal villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?». 24Quello, alzando gli occhi, diceva: «Vedo la gente, perché vedo come degli alberi che camminano». 25Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente, fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa. 26E lo rimandò a casa sua dicendo: «Non entrare nemmeno nel villaggio» Mc 8.23-26).
Le modalità che Gesù adotta e che portano alla realizzazione del miracolo si apparentano strettamente a quelle del miracolo del sordomuto: saliva sugli occhi, la mano sugli occhi… (7,31-37).

Conclusione. Accogliamo l’esortazione di Pietro: «Crescete nella grazia e nella conoscenza del Signore nostro e salvatore Gesù Cristo. A lui la gloria, ora e nel giorno dell’eternità. Amen » (2Pt 3,18). «Chi non raccoglie con me disperde» (Mt 12,31).

P. Giuseppe Crocetti sss