Leggiamo Mc 9,2-13. La Trasfigurazione. conferma la validità della professione di fede di Pietro e preannuncia la risurrezione gloriosa di Gesù. Nello stesso tempo è la base per i molteplici insegnamenti morali che leggeremo nella lunga sezione che va da 9,35 a 10,45).

. 1. La trasfigurazione di Gesù. «2Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro 3e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. 4E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. 5Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». 6Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati» (Mc 9,2-6).
«Sei giorni dopo», forse a partire dalla professione di Pietro. Di certo l’indicazione vuole soprattutto sottolineare che la sequela di Gesù, il portare con lui la croce, si conclude con la visione gloriosa di Gesù. – «prese con sé» quali testimoni oculari e privilegiati, – «Pietro, Giacomo e Giovanni», i tre che testimonieranno l’importanza fondamentale della Trasfigurazione. – «su un alto monte», la montagna di Dio quale fu il Sinai (Es 19,3). – «in disparte, loro soli»; quindi, in un luogo segreto per un evento che dovrà rimanere segreto per un certo tempo. – «Fu trasfigurato (metamorfôthe) davanti a loro». Cioè, Gesù fu trasfigurato da Dio – indicato col verbo al passivo – per essere visto così dai tre testimoni: «davanti a loro». Il verbo metamorfóô nei testi apocalittici indica la trasformazione nello splendore glorioso. – Le vesti divennero «bianchissime», il colore celeste, come quello degli angeli che attestano la risurrezione di Gesù (Mc 16,5). – «E apparve loro (autòis; ai discepoli) Elia con Mosè e conversavano con Gesù». Non si parla del loro ritorno; non viene riferito niente della loro conversazione.
«Rabbì, è bello per noi essere qui» e gustare queste gioie di paradiso. – «facciamo tre capanne». Pietro vuole costruire tre dimore terrestri per questi tre esseri celesti! In più , Elia e Mosè non erano venuti per rimanere! Mc lo licenzia con: «Non sapeva infatti che cosa dire».

2. La voce del Padre. « 7Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». 8E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro» (Mc 9,7-8) .
La «nube» è il segno della presenza di Dio. – «li coprì con la sua ombra» per proteggerli da tale presenza. Si ripete l’esperienza di Mosè: «La gloria del Signore venne a dimorare sul monte Sinai e la nube lo coprì » (Es 24,16). – «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E’ la voce del Padre il quale, mediante la nube, si sottrae allo sguardo dei tre Apostoli. La voce divina nel Battesimo di Gesù – «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento» – risuona nella Trasfigurazione per esprimere il compiacimento in Colui che è «il Figlio mio, l’amato» (ho agapetós) e per dare l’ordine ai tre apostoli e a tutti: «ascoltatelo!».

3. Il comando di non raccontare. «9Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. 10Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti» (Mc 9,9-10).
L’ordine del “non raccontare a nessuno”, un tema classico della letteratura apocalittica (Dn 12,4), è assai frequente in Mc e viene meno a partire dalla risurrezione dei Gesù quando la Trasfigurazione risulterà come un anticipo. – I tre non sapevano cosa voleva dire «risorgere dai morti», o perché non conoscevano – come altri ebrei – tale dottrina: «i sadducei affermano che non c’è risurrezione…; i farisei invece professano tutte queste cose» (At 23,8), oppure perché non vedevano come applicare tale dottrina al “Figlio dell’uomo». Ad ogni modo obbediscono.

4. La domanda su Elia. «11E lo interrogavano: «Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». 12Egli rispose loro: «Sì, prima viene Elia e ristabilisce ogni cosa; ma, come sta scritto del Figlio dell’uomo? Che deve soffrire molto ed essere disprezzato. 13Io però vi dico che Elia è già venuto e gli hanno fatto quello che hanno voluto, come sta scritto di lui» (Mc 9,11-13).
Gli scribi, sulla base del profeta Malachia 3,23, ritenevano che prima del Messia doveva venire Elia per una riconciliazione universale: «ristabilire ogni cosa». – «come sta scritto», un rimando che non ha riscontro nella Bibbia. Forse rimanda genericamente ai Carmi del Servo di Jahve (Is 52,13-53,12. In ogni caso, Gesù risponde che Elia è già venuto. Anche qui il «come sta scritto» non ha riscontri biblici.

Conclusione. «Ascoltatelo!», è il comando che accogliamo con slancio di fede. – Pietro, nella sua seconda Lettera, richiama innanzitutto la voce del Padre: «Questi è il Figlio mio, l’amato, nel quale ho posto il mio compiacimento». 18Questa voce noi l’abbiamo udita discendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte» (2 Pt 3,17-18). Poi Pietro passa all’esortazione: «E abbiamo anche, solidissima, la parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l’attenzione come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e non sorga nei vostri cuori la stella del mattino» (2Pt 3,19). La lettura quotidiana del Vangelo illumini ogni giorno della nostra vita.

P. Giuseppe Crocetti sss